L’artista si confronta soprattutto con il tema del nudo per rappresentare i drammi e i disagi dell’uomo del XXI secolo. L’argilla espansa, le sabbie, la cera e il gesso sono solo alcuni dei materiali che adopera per creare degli assemblaggi pittorici. I corpi si piegano, si contorcono si aprono come in un continuo spasmo che li lacera dentro e fuori e che rende la pelle paonazza e striata. Le presenze spoglie appaiono indifese dinnanzi al mondo dal quale cercano invano di proteggersi attraverso gesti istintuali e tipici di chi non ha  armi con sé. La materia ricca utilizzata crea effetti tridimensionali che danno vitalità ed energia alle composizioni.

Altro insieme di opere è costituita dalla serie di enormi fiori, tra cui ibiscus, rose, iris per citarne qualcuno, che si stagliano in primo piano sulle tele. I particolar morfologici delle corolle sono resi dai forti e contrastanti colori utilizzati da Ermenegilda Ferrante che riecheggiano la superfice dei corpi sofferenti.

Monica Trigona